Sebastiano Ricci, la Caduta di Fetonte (particolare), Museo Civico di Belluno

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Belluno, chiesa di San Pietro
Belluno chiesa di San Pietro L’attuale chiesa, edificata nel 1750 in sostituzione del trecentesco edificio gotico, custodisce due pale, opere fondamentali della maturità del Brustolon: la Morte di san Francesco Saverio e la Crocifissione. Le due pale realizzate in legno di cirmolo e biaccate, erano state realizzate originariamente per la chiesa dei Gesuiti di Sant’Ignazio che venne soppressa con decreto napoleonico nel 1806. Le opere furono quindi sistemate a San Pietro nel 1833 ed inserite nei due nuovi altari progettati da Antonio Bosa. La pala dedicata al missionario gesuita Francesco Saverio venne commissionata da Andrea Miari, membro di una delle più importanti famiglie bellunesi, nel 1723. Nel contratto d’incarico, firmato il 29 aprile di quell’anno, si legge che l’opera doveva essere realizzata “in forma di finta Pietra marmorizzata consimile alla pietra”, vengono inoltre indicate le esatte misure e si elencano i soggetti che dovevano essere raffigurati. Il Brustolon crea una composizione tutta incentrata sulle linee diagonali riprendendo alcuni schemi che rimandano alla pittura di Luca Giordano: in basso il santo morente e tre bambini abbracciati, i figli del conte Miari con lo stemma di famiglia, al centro la salita al cielo del santo ed in alto la Vergine con il Bambino in un tripudio di nuvole ed angioletti.
La Crocifissione è firmata e datata nella parte inferiore a destra “A.B. Sculp. MDCCXXIX” e venne commissionata dal nobile Francesco Benetti almeno l’anno precedente come testimonia l’iscrizione sul bozzetto in terracotta del Museo Civico. Nella parte inferiore della pala il gruppo dei dolenti con la Maddalena, san Giovanni, le pie donne e la Madonna che ripropone la figura dell’Addolorata dell’altare di Dosoledo; in alto il Cristo riprende i modelli tipici dei crocifissi del Brustolon, il capo reclinato, il panneggio pittorico, la tensione del corpo.
L’altare maggiore è sovrastato dal copricielo ligneo policromo e dorato realizzato da Giobatta Besarel insieme a quattro dei sei angeli che ornano il baldacchino intorno al 1836, mentre i due superiori sono opera del Brustolon . Sul primo altare a sinistra all’interno di una nicchia è esposta inoltre una statua vestita di sant’Antonio da Padova nata come immagine processionale e realizzata dalla bottega dello scultore bellunese.

Dalla porta laterale destra accanto al presbiterio si accede alla Cappella Fulcis, decorata per volontà di Pietro Fulcis all’inizio del XVIII secolo con due affreschi di Sebastiano Ricci, è arricchita da due opere realizzate dalle maestranze del Brustolon: una statua raffigurante Francesco d’Assisi ed il tabernacolo sulla mensa dell’altare che custodisce la reliquia della Santa Croce dono del papa bellunese Gregorio XVI.

Orario: dalla domenica al giovedì dalle ore 9,00 alle ore 19,00 e venerdì e sabato dalle ore 9,00 alle ore 20,00
Allegati:
Andrea Brustolon: approfondimenti sulle opere nella chiesa di San Pietro   [.pdf ~207kb]
Andrea Brustolon: approfondimenti sulle opere nella chiesa di San Pietro

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